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Iran: primo paese ad accettare i Bitcoin come mezzo di scambio

I Traders scambiavano Bitcoin illegalmente in Iran fino all’agosto del 2019, quando il governo decise di rilasciare un framework legislativo per le criptovalute. Da quel momento, il paese ha continuato questa campagna di apertura alle criptovalute.

Il governo, inoltre, ha deciso di incentivare i miners attraverso la fornitura esclusiva di energia elettrica; riducendo così il mining illegale ed incoraggiando il crypto mining.

Dopo aver rilasciato oltre 1000 license per Bitcoin e crypto a gennaio di quest’anno, il governo ha annunciato il mese scorso che offrirà tre piani energetici ai miners dello stato iraniano.

Con l’apertura del paese alle criptovalute, il governo dell’Iran ha subito grosse sanzioni da parte degli Stati Uniti d’America.

Infatti, il documento migliorato risultava in una proposta congiunta da parte della Banca Centrale Iraniana (CBI) ed il ministro iraniano all’energia, secondo quanto riportato dal “The Islamic Republic News Agency”.

Bitcoin

 

Come cambia il framework legislativo

La regolamentazione dichiara che solamente le criptovalute minate in modo legale in Iran potranno essere utilizzate come mezzo di scambio dal governo. Così facendo, si obbligano tutti I crypto miners a vendere i BTC direttamente alla banca centrale iraniana.

Il tetto massimo che i miner devono rispettare si calcola in base al livello di consumo dell’energia elettrica durante le operazioni di mining.

In questo modo, il governo iraniano modifica le regolamentazioni sulle criptovalute facendo si che i miners possano reindirizzare le crypto nel meccanismo finanziario iraniano. Per gli scambi internazionali mentre la moneta fiat nazionale subisce grosse perdite dovute alle sanzioni del governo americano e le conseguenze pandemiche del Covid-19.

 

Come evadere le sanzioni US

Dato che il dollaro americano agisce come una valuta-veicolo nel mercato globale, lo stato iraniano crede che l’uso dei Bitcoin potrà aiutare nel boicottaggio delle restrizioni imposte dall’amministrazione Trump.

Quindi, l’Iran può essere considerato il primo stato al mondo che dichiari apertamente la decisione di utilizzo del Bitcoin come mezzo di scambio internazionale. Nel frattempo, molte altre nazioni – o meglio le banche centrali nazionali – sono al lavoro per sviluppare ed implementare una valuta digitale proprietaria

Studente magistrale di Corporate Finance alla Luiss Guido Carli di Roma e appassionato di e-finance