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Innovazione nel Processo Economico

L’innovazione rappresenta infatti una importante strategia concorrenziale per gli imprenditori (competition on the merits). L’imprenditore che innova consegue un vantaggio concorrenziale sugli altri operatori del settore.

L’idea innovativa può attenere alla fase di produzione industriale (es. nuovo prodotto o processo), all’organizzazione aziendale (es. nuovo organigramma) oppure alla commercializzazione dei prodotti e dei servizi (es. nuovi canali di vendita o sistemi di pagamento).

  • Disciplina dei brevetti concerne prevalentemente l’innovazione relativa alla fase di produzione aziendale.

Per conseguire il massimo vantaggio concorrenziale, l’imprenditore non ha semplicemente l’interesse a realizzare per primo una determinata invenzione.. L’imprenditore ha interesse a essere l’unico che può utilizzare quella invenzione. Il vantaggio concorrenziale dura fino a quando i concorrenti non cominciano a utilizzare la stessa invenzione. Per l’imprenditore che innova è dunque essenziale cercare di conservare una esclusiva sull’invenzione.

  • Due strade alternative: segreto industriale vs tutela brevettuale

 

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SEGRETO INDUSTRIALE

Imprenditore potrebbe conservare l’esclusiva tenendo segreta l’invenzione.

Vantaggi (per l’imprenditore):

  • Esclusiva ha durata potenzialmente illimitata.

Svantaggi (per l’imprenditore):

  • Non tutte le invenzioni possono rimanere segrete (es. invenzioni di prodotto nel settore della meccanica e attività di reverse engineering).
  • Rischio di una fuga di notizie (es. collaboratori infedeli / attività di spionaggio industriale da parte dei concorrenti).

Oltre agli svantaggi per l’imprenditore, il mantenimento del segreto sull’invenzione è solitamente poco desiderabile per la collettività.

  • Potrebbe determinare una situazione di monopolio perpetuo (non solo sull’invenzione, ma anche sul mercato).
  • Non agevola la diffusione dell’innovazione nel sistema economico.
    • Segreto ostacola significativamente la circolazione dell’invenzione, impedendo che la stessa sia attuata in mercati nei quali l’inventore non ha capacità o interesse a operare.
  • Esempio estremo: invenzione segreta conosciuta da una sola persona

 

ISTITUTO DEL BREVETTO PER INVENZIONE

Per evitare gli effetti indesiderabili (per la collettività e per l’inventore) del segreto industriale e incentivare l’innovazione, l’ordinamento prevede l’istituto giuridico del brevetto per invenzione.

  • Ordinamento assicura al titolare del brevetto il diritto di utilizzazione esclusiva dell’invenzione per un certo periodo di tempo, non prorogabile.
  • Rilascio del brevetto è subordinato alla completa descrizione dell’invenzione da parte del richiedente.

Istituto del brevetto si fonda sulla c.d. «logica della rivelazione» o «logica contrattuale» – scambio tra collettività e inventore. Istituto del brevetto:

  • Stimola l’attività inventiva e dunque l’innovazione (imprenditore è disposto a sostenere gli ingenti costi di R&S in vista di extra-profitti futuri).
  • Impone la rivelazione dell’invenzione alla collettività.
  • Incentiva la diffusione dell’innovazione, tramite la circolazione negoziale del diritto di brevetto (licenza).
  • Stimola concorrenti a ulteriore attività inventiva, alla ricerca di «sostituti» del prodotto/processo brevettato (c.d. invent around).

Non mancano critiche (per lo più non condivisibili) all’istituto del brevetto:

  • Stimolo all’innovazione è già insito nel sistema concorrenziale.
  • Il mantenimento del segreto sull’invenzione non sempre è possibile, ma quando lo è, l’imprenditore preferisce il monopolio perpetuo garantito dal segreto. Quando invece l’invenzione non può essere tenuta segreta, l’innovazione è accessibile a tutti e può avere massima diffusione.
  • Diritto di esclusiva è un ostacolo alla libera concorrenza sul mercato.

 

DISCIPLINA IN MATERIA DI BREVETTI

La disciplina italiana in materia di brevetti è contenuta principalmente nel Codice civile (artt. 2584 – 2594) e nel d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice di proprietà industriale).

  • Nel Capo I c.p.i. sono contenute le disposizioni generali e i principi fondamentali in materia di diritti di proprietà industriale.
  • La Sezione IV del Capo II c.p.i. (artt. 45 ss.) è dedicata alla disciplina generale delle invenzioni.
  • La Sezione IV-bis – introdotta con d.lgs. 13 agosto 2010, n. 131 – è dedicata alla disciplina delle invenzioni biotecnologiche.
  • Le Sezioni V, VI e VIII sono dedicate alla disciplina dei modelli di utilità, delle topografie dei prodotti a semiconduttori e delle nuove varietà vegetali.
  • La Sezione VII è dedicata alla disciplina dei segreti commerciali.
  • Il Capo III c.p.i. è dedicato alla tutela giurisdizionale dei diritti di proprietà industriale.
  • Il Capo IV c.p.i. è dedicato alle procedure di acquisto e mantenimento dei diritti di proprietà industriale.

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